Il Global Wellness Institute pubblica il nuovo report 2024 sull’economia del benessere
Da pochi giorni il Global Wellness Institute (GWI) ha diffuso il suo ultimo report sull’economia del benessere relativo al 2024. I numeri sono sicuramente significativi e mostrano un trend costantemente in crescita: l’industria globale del benessere è cresciuta del 7,9% tra il 2023 e il 2024 e ha raggiunto un nuovo picco di 6,8 trilioni di dollari, raddoppiando le sue dimensioni dal 2013.


Tutti i settori stanno mantenendo una crescita costante, ma quelli che stanno dando un segnale molto chiaro di un cambiamento sono Il Wellness Real Estate, il Mental Wellness e Traditional e Alternative Medicine. Il segnale è chiaro:
- bisogno di vivere, lavorare e andare in vacanza in ambienti “curati” e fatti a misura di benessere,
- si è presa consapevolezza sul peso che la mente ha sulla qualità di vita e di quanto la vita quotidiana con suoi ritmi e obiettivi a volte insostenibili stia elevando la misura dello stress, l’insonnia il panico e la depressione.
- non c’è più totale affidamento nelle cure convenzionali e nel farmaco. la medicina è sempre più integrata.
Tuttavia non è questo il tema principale di questo articolo. Mi interessa invece soprattutto condividere le rinnovate cautele e riflessioni del Global Wellness Institute, che mette in evidenza alcuni aspetti sociali e culturali fondamentali.
👉 Prima considerazione importante: il GWI non misura il livello di benessere della popolazione, ma esclusivamente il mercato del benessere. Il perimetro dell’analisi include solo i prodotti e i servizi venduti e acquistati come “benessere”. Non valuta la salute reale delle persone né l’efficacia scientifica delle soluzioni proposte.
💰 Il GWI osserva che la crescita dell’economia del benessere non equivale a maggiore accessibilità. Al contrario, con l’aumento delle disuguaglianze globali, molte offerte wellness stanno diventando sempre più premium, esclusive e costose. Esempi citati: • turismo wellness di fascia alta • immobili e residenze orientate al benessere • fitness boutique • cosmetica e cura della persona high-end • soluzioni di longevità altamente tecnologiche
Questo significa, sottolinea il GWI, che la crescita di alcuni segmenti non è trainata da un ampliamento del pubblico, ma da piccoli gruppi ad alta capacità di spesa.
Un’altra riflessione riguarda l’impatto della tecnologia. Il GWI segnala come la crescente adozione di app e soluzioni digitali per la salute rischi di escludere una parte importante della popolazione: • persone con scarse competenze digitali • anziani • residenti in aree rurali non coperte da rete • persone con redditi molto bassi nei Paesi ricchi • fasce vulnerabili nei Paesi in via di sviluppo
La digitalizzazione, in questo contesto quindi, non produrrebbe automaticamente inclusione né miglioramenti per tutti.

🌿 Il GWI ricorda anche che gran parte del vero benessere non è monetizzabile. E su questa, che non è la prima volta che la scrive, resto ancora piacevolmente sorpresa ! Se da un lato – dice – molti prodotti e servizi “wellness” salgono di prezzo, dall’altro esistono pratiche e abitudini che non hanno costi rilevanti o sono gratuite, e che spesso sono quelle che incidono di più sul nostro benessere quotidiano: • contatto con la natura • cibo locale e fresco • comunità e relazioni • volontariato • spiritualità • movimento quotidiano integrato nella vita reale.
In culture e territori dove questi elementi sono già fortemente presenti, c’è meno domanda di prodotti della wellness economy. Ergo, territori dove si vende e si compra meno “wellness” non è detto che siano privi di benessere.
A questo proposito, il GWI ricorda che gli investimenti pubblici giocano un ruolo cruciale: infrastrutture accessibili – città pedonali, piste ciclabili, spazi verdi, palestre all’aperto, mercati locali – possono ridurre la necessità di acquistare servizi e prodotti sul mercato e facilitare una migliore qualità di vita.
🔄 Il GWI segnala anche una crescente convergenza tra i settori del benessere – con la relativa “concorrenza ibrida” . Una straordinaria convergenza la si può notare soprattutto in campo immobiliare, luoghi di lavoro e turismo, che stanno integrando elementi di nutrizione, attività fisica, salute mentale e prevenzione.
Quindi voglio sottolineare che il Global Wellness Institute non fa solo una fotografia del mercato, ma invita a riflettere su: • accessibilità • impatti sociali • disuguaglianze • confini tra benessere reale e benessere commercializzato • ruolo delle politiche pubbliche.
E in tal senso ci fa comprendere che il miglioramento della salute globale dipende da diversi fattori di un sistema complesso, dove il ruolo principale lo giocano lo stile di vita delle persone e i territori che abitano.
👉 Una società più sana non può nascere da un mercato più grande, ma da contesti più equi, comunità più solide e stili di vita supportati da infrastrutture adeguate: che, come effetto, faranno il mercato.
Perché, a mio parere, Il benessere è prima un diritto e un modo di essere, poi, se vogliamo, è anche un prodotto.